SONDAGGIOCO

di  Girolamo Grammatico
Francesco Currò

24.03.2009

 

Prima delle elezioni la nostra redazione ha tentato un modesto sondaggio per comprendere meglio alcuni meccanismi che sottostanno al diritto di voto. Abbiamo pensato di interrogare con quattro semplici domande sette dei nostri redattori di strada e sette normalissimi passanti. Il dato che ne emerge è che, eliminando il riferimento al target, non ci sarebbe la possibilità di separare i due mondi in modo netto. Ovviamente questo gioco non ha le pretesa dell’indagine statistica, ma cerca solo di dimostrare, con briosa volontà propositiva, che il dialogo può essere possibile anche se a parlare sono “culture” lontane e che, a volte, ci sono più differenze nell’idea che si ha dell’altro di quante realmente ne esistano. Per i nostri redattori di strada la meditazione sul diritto al voto ha messo in luce sia il giustificato disincanto che alberga in coloro che vivono ai margini nei confronti del mondo e delle istituzioni, sia il dovere di cambiare la propria condizione attraverso i valori condivisi. La provocazione che lancia il nostro sondaggio (con un’attenzione particolare alle risposte dei redattori) è quella, in fondo, di ogni cittadino perfettamente integrato e cioè di sentirsi partecipe nella gestione della res pubblica non solo nell’esercizio formale dei propri doveri, ma costantemente, in ogni momento di vita del paese attraverso quella garanzia che la fiducia, data attraverso il voto, sia operativa.

Dalle poche e brevi risposte forse tutto ciò emerge con difficoltà, ma è per questo che dietro le quinte lavora una redazione come la nostra, costituita da senza dimora e addetti ai lavori. Abbiamo scelto domande semplici per risposte essenziali perché, in fondo in fondo, non c’è profondità senza superficie.

 

 

 

REDATTORI DI SHAKER

 

 

 

 

1. Vai a votare?

 

Sì (2)

Solo quando ne avrò il diritto.

Sì, solo a pagamento.

Questa volta sì.

Ancora devo decidere.

Non lo so.

 

2. Se sì, perché?

 

Perché credo ancora in un mondo di Poesia e Pace.

Per sostenere la sinistra.

Perché mi servono i soldi.

È un diritto assoluto.

Perché il voto di ognuno di noi è importante.

Per una vita migliore.

Opportunità? Necessità?

 

2. Se no, perché?

 

Disinteresse per la politica?

Disillusione…

Questa ipotesi non l’ho contemplata.

Per non incontrare i miei compagni e nemici.

Sì.

No comment.

Astenuti (2)

 

4. Quali difficoltà incontri?

 

Nessuna.

La decisione su votare… perché sono tutti ladri i politici.

Esprimere il giusto.

Qualche difficoltà.

Fino ad aprile centro via dei CERCHI (?).

I miei aguzzini.

Astenuto (1)

 

 

PASSANTI

 

 

 

 

 

 

 

1. Vai a votare?

 

Sì (4)

No (2)

Non lo so.

 

2. Se sì, perché?

 

Perché è il presupposto alla democrazia.

Perché è un dovere.

Perché è importante per il bene dell’Italia.

Perché si candida un mio amico.

 

3. Se no, perché?

 

Perché non ha più senso.

Perché è solo tempo perso.

 

4. Quali difficoltà incontri?

 

Nessuna (5)

Fare la scelta giusta (2)

 

 

 

 

articolo pubblicato sul numero 5  di Aprile   2008


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