SHAKER'S CORNER
di
Alessandro Radicchi
25.03.2009 Il sole scotta. Sono solo sei ore che sto seduto a fare l’elemosina. Forse dovrei mettermi un cappello? E il marciapiede scotta. È il terzo paio di scarpe rotte che trovo nel secchione degli abiti usati. Il caporeparto aveva detto che sarei potuto restare in ospedale fino alla completa guarigione, ma quando mi hanno ributtato in strada di notte perché russavo lui non c’era. E mi ero pure lavato. È la logica del coniglio. I conigli stanno invadendo la terra e noi non ce ne rendiamo conto. Mia figlia Jamina ha 12 anni e non ci sono strutture che ci accolgano insieme, è troppo grande. Neanche per me e Mohamed c’è posto: “Senza di te non ci voglio andare!”, mi ha detto. Lui ne ha quattro e mezzo. E piange. I conigli si insinuano lentamente tra le famiglie e prendono il posto dei nostri cari… è un complotto… Per questo non mi hanno accolto alla casa di cura. Dicevano che ero alcolista, ma la casa per alcolisti non mi poteva accogliere: diceva che ero malato mentale. Li sentite gli altoparlanti della stazione? Lo dicono anche loro… fa caldo…
articolo pubblicato sul numero 6 di Luglio 2008
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