BINARIO 95 COMPIE DUE ANNI

di  Mauro Pettorruso

25.03.2009

Il valore degli oggetti è qualcosa di sfuggente. Certo, c’è un valore d’uso e un valore di scambio. Ma un’emozione, quanto vale un’emozione?

 

Il Binario 95 ha festeggiato due anni. Due anni di un luogo posato dietro un cancello e diversi metri sotto l’indifferenza dei treni. Il tempo allora si è snodato e ciascuno, coi suoi modi, ha potuto dare un senso al suo spazio, mettendo in circolo il suo talento, condividendo ciò che si poteva condividere. Una colazione speciale, un pranzo con i volontari, un po’ di musica e la presentazione agli ospiti esterni. Con ovvio buffet. Se fosse stato solo questo, l’avremmo potuto chiamare funerale... Invece è stata una festa. È stata una festa perché Fortunato si è potuto lanciare nella gioia della danza. Perché Francesco ha presentato “il suo club” con le “sue” parole. Nel cortometraggio “Un posto che sta… sulla luna” Daniele ci ha rivelato il suo “modo di rallentare la vita” e Carlo ha colto l’occasione per spiegare come mai i problemi di chi è per strada non sono al centro dell’agenda politica. Ma proviamo ad andare con ordine, se di ordine si può parlare. Il fermento dei preparativi già animava le attività del centro diurno da diversi giorni. Nei laboratori del Binario 95 non si parlava d’altro. Ciascuno dei laboratori ha preparato un pannello con il quale ha raccontato il percorso creativo compiuto durante l’anno. È stato così possibile esporre i lavori del laboratorio di disegno, le foto e le ricette preparate durante il laboratorio di cucina del mercoledì con Suor Giuliana, i racconti e gli articoli del laboratorio di scrittura. Oltre al numero speciale della “rivista” Cineforum, dove finalmente è stata pubblicata la classifica dei film più votati: il vincitore indiscusso è stato “Il Padrino parte II”. A mobilitarsi per i preparativi sono stati anche i volontari, accorsi in massa per regalare un allestimento di tutto rispetto, per festeggiare la giornata speciale. Al mattino gli utenti si sono visti accogliere da uno scenario che li ha lasciati a bocca aperta. La sorpresa aveva funzionato. La colazione è stata allora l’occasione per commentare, oltre che per apprezzare dei biscotti che ci sono stati donati apposta per l’occasione. L’entusiasmo è cresciuto, fino ad esplodere nel pranzo e nelle già citate danze - interrotte solo dalla consegna dei cappellini nuovi di zecca che Alessandro ha voluto regalare. Il tempo si è lasciato cavalcare. Le parole, si aggiungevano agli sguardi, ad altre parole, ai sorrisi. Finché, alle 17 in punto, il Binario 95 si è visto invadere pacificamente dalla gioia di tanti ospiti (ma davvero tanti!). A quel punto l’atmosfera si è fatta surreale: il Binario 95 si è mostrato un organismo collettivo, assemblato dalle relazioni, tessuto di emozioni. Nessuno poteva prevederlo, non in queste dimensioni. Come nessuno poteva prevedere che la presentazione del centro, affidata a Francesco, sarebbe stata un momento di purissimo divertimento. Come nessuno poteva prevedere che le immagini realizzate da Girolamo, per raccontare uno spaccato di “Un posto che sta... sulla luna”, avrebbero tirato giù non poche lacrime commosse.

Invece, tutto questo è stato. Ha un valore tutto questo? Aperte le porte, è entrato il mondo dove altrimenti non poteva osare. È entrato perché Ivana, Antonino, Rocco glielo hanno concesso. Perché Karin e l’Avvocato hanno fatto gli onori di casa e perché i volontari hanno regalato in quei momenti una passione smisurata. Chi ha varcato il cancello del Binario 95 ha soffiato con noi le candeline. Non per spegnere il tempo, ma per alimentarlo. A quanto pare, una giornata speciale non poteva bastare. Dalla tela di relazioni che animano il diurno è esplosa una giornata “sulla luna”…

Qualcuno sa indovinare quanto vale tutto questo?

 

articolo pubblicato sul numero 6  di Luglio   2008


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