UNA GITA CON SEGNO
di
Carlos Restelli
24.03.2009
Nella mia esperienza nell’essere diventato un senza fissa dimora, piano piano questa strada, mi ha allontanato dalle cose più normali della vita, che ho definito “realtà con dimora”, ed in questa lotta per ritornarci, a quella, camminando per questa strada, a volte si dimentica, e solo rimane un vago ricordo, quello che si viveva in precedenza. E che tanti vivono la “realtà con dimora”. Sono ospite, di un centro diurno, il quale per me, è stato un’ oasi psicosociale, la sua struttura fisica, conformata di pezzi di diversi posti, ma abbinata con una distribuzione fatta con amore per il prossimo, non con l’amore denigrante che a volte fa sentire la carità, piuttosto, fatta con degna solidarietà, gli operatori che lo compongono, si fanno in quattro per mantenere vivo in noi il rapporto con la società, dandoci gli elementi, comportamentali da parte loro, solidali e veri, noi, che siamo in questa condizione, credetemi, riusciamo a vedere quando è finto. Un giorno, trovo scritto nella bacheca (anche questa è scritta in una maniera particolare) “Gita ai giardini vaticani”, al pensarci di andare mi trovai con pensieri come, questi magari ci porteranno come bambini, con restrizioni o cose del genere, ma valutando come era stato il comportamento del gruppo di operatori, e loro nella sua individualità, pensai in rischiare, e decisi di partecipare. Il giorno che lo hanno programmato, era uno dei giorni di chiusura del centro, per cui ci hanno dato ancora di più, visto che era il mattino di un sabato, ci siamo arrivati coi mezzi, ho potuto viaggiare e godermi con tranquillità, il percorso da termini a San Pietro visto che ci hanno pagato il biglietto, spesa che di solito non ci possiamo permettere, all’arrivare e entrare mi sono reso conto, che la programmazione della medesima, era stata concepita in modo molto curato, non chiedendo un solito permesso, poi che ci aspettava, chi ci ha fatto da guida e anche chi ci ha fatto entrare, era una persona molto vicina all’organizzatore, e non me lo sarei mai immaginato, il suo involgimento, ma questa persona dolcissima, conosceva tutto sui giardini vaticani, e ci portato in un viaggio rilassante fluido, per loro, come se noi fossimo delle persone importanti, dei personaggi a cui si deve trattare molto bene, come si farebbe per un amico, e non solo questo, dopo la gita, ci hanno offerto il pranzo, ma non è stato un solito panino, o una vaschetta con cibo preconfezionato, anzi, ci hanno portato ad una trattoria, proprio li accanto a San Pietro, e non hanno fatto un menù decadente economico per il gruppo, ci hanno permesso prendere un primo ed un secondo a scelta. Era tantissimo tempo, che non andavo ad un posto cosi, (situazione così normale in altri tempi).
Ho chiesto un primo misto lasagne e bucatini all’amatriciana, al sentire quella pasta non scotta al dente, che teneva, la cottura il pomodoro in sua giusta cottura, quei sapori odori, sommati alla felicità che tutti emanavano, per un istante mi sono sentito, come se avessi la mia dimora, e tutto fosse stato solo un incubo, (un flash back alla realtà), e ho ringraziato di tutto cuore al gruppo organizzatore. Per cui dentro di me ha lasciato un segno di esperienza, perchè ancora esiste chi fa il bene condividendo quello che poco ha (come in questo caso tempo un sabato non è da sprecare) con chi non ha niente solo se stessi e la propia ricchezza interiore.
articolo pubblicato sul numero 1 di Dicembre 2006
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