LE RESIDENZE NELLE CITTA': FOGGIA
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25.03.2009 A Foggia esiste la “via” che restituisce residenza e diritti ai poveri:Via della Casa Comunale. Ma ancora non funziona. In realtà, è stata deliberata dalla Giunta Comunale il 5 aprile 2007, ma fino a due mesi fa non c’era nessuno a Palazzo di Città che sapesse come renderla attiva. Ora, però, l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Claudio Sottile, si è preso l’impegno di far ottenere la residenza anagrafica alle persone senza dimora che la richiederanno, specificando che «fino a questo momento c’è stato un disguido all’Ufficio demografico, ma adesso il Comune è pronto ad attivare la “via fittizia” e a mettersi a disposizione di quanti ne potranno beneficiare». Per questo, l’assessore Sottile ha chiesto agli operatori dell’Help Center di Foggia di diffondere la notizia e di individuare i soggetti interessati. Del resto, in questo periodo ci sono anche molti immigrati con il permesso di soggiorno in scadenza che bussano alle porte dell’Help Center: «Molti di loro – dice Antonio De Feudis, coordinatore dello sportello – chiedono di avere una residenza anagrafica per poter rinnovare il permesso di soggiorno». Il ritardo è piuttosto grave. “Via della Casa Comunale”, infatti, è stata deliberata dalla Giunta Comunale il 5 aprile 2007 su sollecitazione dell’allora assessore ai Diritti dell’Uomo, Michele Del Carmine. Nella delibera che ufficializzava la via virtuale, l’assessorato ed i servizi demografici rilevavano che «l’evoluzione sociale degli ultimi tempi ha incrementato la schiera dei clochard; tale fenomeno – era scritto – comporta problemi di natura amministrativa poiché i senzafissadimora sfuggono facilmente ad ogni tipo di registrazione ed incontrano difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, anche per l’assistenza sanitaria ». Di qui, l’esigenza della delibera di «istituire una via fittizia per i senza dimora e di contrassegnare tale denominazione in “Via della Casa omunale”». Poi tra cinque rimpasti di Giunta e due dimissioni del sindaco Orazio Ciliberti prontamente ritirate, al Comune si è parlato di tutto ma non dei poveri, non delle centinaia di clochard che tirano a campare tra panchine, vagoni abbandonati e dormitori.
Ma l’Amministrazione Comunale non viaggia a rilento solo nel garantire la residenza anagrafica ai senzatetto, ma anche nell’offrire un riparo sicuro in cui dormire ad italiani e migranti, sia clandestini sia con permesso di soggiorno. Attualmente, infatti, è piuttosto facile fare la conta: 24 posti letto per soli uomini al Conventino gestito dalla Caritas diocesana; 25 per soli uomini immigrati nella chiesa di Gesù e Maria; 8 per sole donne nella parrocchia di Santissimo Salvatore. Insomma, da qui al mese di giugno, quando la città sarà chiamata ad eleggere il nuovo primo cittadino, la speranza è che anche i senzafissadimora di Foggia possano infilare la mano nell’urna elettorale per esercitare il loro diritto al voto, diritto che sarebbe negato senza la residenza anagrafica.
di Emiliano Moccia
articolo pubblicato sul numero 9 di Marzo 2009
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