Lui
di
Luigi Solano
15.07.2009
Il sole era quasi calato e tutto solo nella semioscurità della sera, poteva finalmente cercare un posto dove passare la notte.
La sua solita dimora era stata conquistata, qualche giorno innanzi a suon di spinte e ceffoni e con la cerimoniosa minaccia di qualche Peroni rotta contro a un muro, da un gruppo di sudici ubriaconi dell’est.
E dire che quello era davvero un bel posto; quasi ricordandolo ora e come sorridendo a se stesso, pensava che lì, dopo una giornata di file per la mensa, di accattonaggi per le vie del centro, di marchette con qualche schifoso bavoso ultracinquantenne, che lì si
era sentito davvero a casa. Già, a casa!
Lui, è questo il suo nome perché lui non è nessuno; ed è questo il suo nome perché lui non ha nessuno; ed è ancora questo il suo nome perché lui, lui non ha niente. Proprio davvero niente, a parte un paio di vecchie Geox bruciate che non avrebbe mai venduto, nemmeno per tutto l’oro del mondo… (incomprensibile)
Come lui, come le sue vecchie Geox, bucate e tormentate, dalla foga di tante piogge, dal … asfalto e più di tutto dalle troppe (inutili) lavanderie self-service.
Lui, stavamo dicendo, cercava un posto per passare la notte, per dormire fino al mattino successivo, a un altro giorno di file.
articolo pubblicato sul numero 10 di Giugno 2009
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