UNA CANZONE NON BASTA

di  Laura Badaracchi

24.03.2009

«Ti regalerò una rosa», si intitola il brano vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. Elogiato da molti perché il cantautore romano che lo ha scritto e lo esegue, il trentenne Simone Cristicchi, ha scelto come tema il disagio psichico. Tanto di cappello all’impegno civile e alle buone intenzioni, che però allo stesso tempo possono sembrare anche (con dvd-documentario intitolato come il cd, e libro annesso, “Centro d’igiene mentale”, pubblicato da un grande editore) una trovata commerciale. Però il successo della canzone e del volume testimoniano che l’interesse sul problema è stato comunque sollevato, e nell’indifferenza generale in proposito certamente non è poco. Il punto è un altro. La malattia mentale è sotto gli occhi di tutti, o meglio, visibile per chi la vuole vedere: per strada, in metropolitana o sull’autobus, capita ogni giorno di incontrare persone che parlano da sole, perse nella loro solitudine, che cercano nella loro mente un interlocutore immaginario, e soprattutto assente. Si cerca di esorcizzare la disabilità della mente, sia perché la diversità fa paura, sia perché un po’ di follia abita nel profondo di ciascuno di noi; guardarla in faccia non ci piace. Serve un cantante per “sdoganare” questa realtà che incrocia di continuo la nostra vita? O forse i più autorizzati a parlarne – con i loro codici linguistici ed espressivi – non sono proprio coloro che vivono quotidianamente sulla loro pelle la malattia mentale? Penso che Shaker stia provando a dare voce, nel suo piccolo, anche a queste persone: ai loro pensieri, ai loro tesori nascosti e occultati dalle sofferenze, dalle difficoltà e anche dall’emarginazione. Senza retorico pietismo, né struggimenti buonisti. Perché la bellezza e l’autenticità dei sentimenti si possono dire (e scrivere) in mille modi diversi. Non una volta l’anno, durante un festival canoro, ma lungo i giorni, come un ritornello che ci fa compagnia e – perché no – ci fa anche pensare.

 

 

 

 

 

 

articolo pubblicato sul numero 2  di Aprile   2007


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