Racconti
QUANDO SONO ARRIVATO A ROMA
di
Stilian Iskrenov
24.03.2009 Quando sono arrivato a Roma mi sentivo solo ma avevo voglia di fare amicizia con qualcuno e così mi sono messo alla ricerca di amici. Un giorno ho fermato una signora di nome Maria Tonetti per chiederle un’informazione e lei mi ha detto: “Vuoi un caffè?”, io le ho risposto: “ Sì, grazie” e così abbiamo fatto amicizia. Non essendo una persona senza dimora mi ha offerto il caffè e così piano piano ho conosciuto Marco Sturzi e Don Paolo Salvatori, con cui c’era anche un diacono di nome Alessio Fifi (che il 5 maggio diventa sacerdote). Ho conosciuto Don Marco Sturzi alla mensa di via Marsala e così tramite don Marco ho conosciuto Francesca, Lorenzo, Giacomo, Simone, Valentina, Eleonora etc. e così, con l’aiuto di Bianca Maesano e Estela, adesso non mi trovo più in difficoltà: grazie a loro ho trovato una casa, una famiglia e mi trovo molto bene. Il responsabile della casa famiglia si è detto disposto ad aiutarmi, assieme alla dott.ssa Maria Zaccardi del Centro di salute mentale e S. Egidio, a prendere la residenza a Roma. Con la residenza posso essere seguito da un assistente sociale del C.S.M. handicap e aver riconosciuta l’invalidità del 95%, in modo da avere sempre un tutore per avere un progetto per un domani e così inizio un domani. Mi chiedo: se non esistessero Bianca Maresano o Laura Sanizzaro le persone come farebbero?
Ma soprattutto il dottor Ferroni è il più bravo medico che il poliambulatorio potesse avere… ma non è finita. Io non me ne andrei mai più via da Roma e sapete perché?
Perché se io me ne andassi via, sarei il primo a soffrirne per tutti gli amici che ho a Roma che per me sono come una famiglia e se io me ne andassi spezzerei il cuore della mia famiglia, che sono gli amici. Per me sono la mia vita cioè mi spiego… avete presente la catena della cinta? Se la rompo si spezza e per questo non voglio spezzarla perché gli voglio talmente bene che darei la mia vita per loro e così come le figlie di Calcutta e i testimoni della carità. Nella mia vita non ho mai avuto tanti amici come Luciano, Stefano, Andrea, Alberto (che è come un papà per me), Tina, don Andrea Robert che è come un fratello e soprattutto Mariano. Ma vi dico perché vi parlo del dott. Ferroni. Ne parlo perché sono troppo legato a lui e perché è come un padre per me e vi dico, in realtà, che di persone come il dott. Ferroni non ce ne sono; lui è il primo a preoccuparsi di me perché sono come un figlio per lui e se fosse mio papà veramente sarei il ragazzo più felice del mondo. Ma gli amici sono coloro che contano di più e non vi ho detto che nella mia vita ho subito tante cose brutte e violente nell’orfanotrofio in Bulgaria. Però non pensiamo alla vita precedente.
Oggi vivo il presente e il futuro se Dio vuole e vi auguro che Dio vi protegga a tutti.
articolo pubblicato sul numero 3 di Luglio 2007
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