Inviati di strada
DARIO, UN CHIROMANTE DI CINQUE VITE
di
Manuel Ameijeiras
24.03.2009 Perché fai questo lavoro?
Sono stato spinto dalla mia anima. Lavoro in strada perché ho la possibilità di vedere più gente. Ho un’intuizione molto elevata.
Hai avuto un maestro?
Non ho avuto nessun maestro né insegnante. Nelle vite precedenti ho avuto un maestro ma in questa vita no.
Cosa pensi dei senza fissa dimora?
La gente della strada pensa, loro hanno una ipersensibilità molto elevata che li obbliga a isolarsi. La gente della strada dà importanza alla legge del cuore e lo segue.
Di dove sei?
Sono albanese.
Riesci a vivere di questo lavoro?
Sì, pago tutte le tasse. Lavoro 15 ore. Dormo e lavoro. Lavoro per telefono, ho la massima predisposizione umana.
Che lingue parli?
Italiano, inglese e un po’ di svedese.
Qual è la cosa più brutta che hai visto nelle carte?
Malattia e sfortuna.
Come fai a dirlo?
Se io vedo che c’è nel suo futuro una malattia o qualche evento sfortunato, punto a comunicare un messaggio che sia curativo per l’ anima perché non sono un dottore.
Quando hai cominciato?
Mi sono interessato alla magia da bambino sperimentando con gli animali. A scuola facevo magie.
Sei consapevole del potere della magia?
La parola è magia. La parola è dominante in tutto il mondo. Una parola può danneggiare, si può minacciare, la parola vuol dire tanto. La parola influenza l’essere umano. Senza il linguaggio non esisterebbe la magia.
Credi in Dio?
Sono lontano dalla religione, Dio non può essere come dicono, capisco che l’uomo ha inventato Dio
Quando piove?
Riposo.
Hai amici?
Sono un tipo indipendente e individualista.
articolo pubblicato sul numero 3 di Luglio 2007
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