VACANZE ROMANE

di  Laura Badaracchi

24.03.2009

Forse la musica accompagna da sempre le mie giornate di festa e mi resta dentro, per anni. Così, pensando a questo tempo estivo, mi è affiorata alla mente la canzone «Vacanze romane» dei Matia Bazar, quando Antonella Ruggiero era la voce solista. Risale al 1983, e da allora il volto della città è cambiato, così come quello del microcosmo racchiuso nella Stazione Termini.

I negozi sono aumentati a dismisura, le vetrine si fanno scintillanti in vista dei saldi. Mai come in questo periodo dell’anno i binari sono affollati da persone che partono e arrivano nella capitale per alcuni giorni di ferie. A mezzanotte, la galleria Marsala sembra una piazza brulicante come all’ora del pranzo: chi mangia, chi beve, chi acquista. Ci sono anche i distributori automatici lungo le banchine: si può comprare anche un attimo prima di salire sul vagone. Lavorando a Milano e avendo la casa a Roma, quando torno il venerdì sera mi imbatto in scene che non hanno il sapore delle vacanze, anzi. Un ubriaco diventa oggetto di derisione, osservato da stranieri e italiani, che si concentrano sulle sue parole disconnesse più che sugli schermi al plasma che trasmettono spot pubblicitari 24 ore su 24. Oppure qualcuno che parla da solo, in un monologo infinito che suscita la curiosità di qualche passante.

Intanto sui treni notturni, come quello che va a Lecce, salgono tanti pendolari che tornano a casa, i volti segnati dalla stanchezza. I baci degli innamorati che si salutano come se la separazione non durasse pochi giorni, ma mesi o forse anni. Per loro, come per altri, il tempo si ferma, anche alla stazione Termini.

Per tanti, invece, tutto scorre come in un videoclip; lo sguardo diventa trasparente e non si sofferma su nulla in particolare. Niente zoom, messa a fuoco, fermo immagine, scatto. Il fruscio dei passanti travolge suoni e colori, in un magma indistinto. Forse, invece, in vacanza potrebbe restare un angolino di tempo per fermarsi e guardarsi un istante, con attenzione, intorno. Forse gli scampoli di tempo libero potrebbero servire anche a sentire ancora il «profumo» delle vacanze romane, come diceva la canzone.

 

articolo pubblicato sul numero 3  di Luglio   2007


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